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Nel design, l’accuratezza del colore è critica perché ciò che vedete a video non corrisponde mai a quanto apparirà in versione stampata. I designer hanno bisogno di una chiave di colore standard.
Infatti, può rivelarsi molto frustrante vedere il logo sul quale avete lavorato duro per realizzarlo in un’intensa tonalità di blu sulla carta intestata del cliente, diventare blu-verdastro sui suoi biglietti da visita e poi azzurro sulle sue costosissime buste.
Un modo per ovviare a questo problema è quello di utilizzare un sistema di corrispondenze di colore standardizzato, come ad esempio il PANTONE MATCHING SYSTEM. Sebbene PANTONE non sia l’unico sistema di standardizzazione del colore, esso è il più utilizzato e quello più compatibile con il maggior numero di stampanti. Fatta eccezione per la loro capacità di coerenza, i PANTONE Color vi permettono di utilizzare tutti i colori non mischiabili con il CMYK.
Diversi abbinamenti per amanti diversi di colori
Pantone crea sistemi di associazione non solo per i designer grafici. In questo articolo, però, concentreremo la nostra attenzione sui sistemi tipici del design di stampa.
Pantone propone blocchetti in legno che aiutano i designer a vedere come appaiono i colori su supporti verniciati, non verniciati e opachi. I PANTONE Color si differenziano per mezzo di numeri e di un suffisso. Il numero indica il PANTONE Color stesso, ed è standard per qualsiasi tipo di supporto, mentre il suffisso indica il mezzo o il supporto che influisce sulla formulazione dell’inchiostro per ottenere un determinato colore.
Guide attraverso un mondo di colore
Esistono diversi tipi di guide campione che catalogano i colori della Libreria PANTONE. Alcuni sono rappresentati da stretti blocchetti campione composti da piccole strisce in cartone tenute insieme ad una delle estremità con impressi dei riquadri rettangolari che mostrano i diversi PANTONE Color. Le strisce possono essere aperte o spiegate come un ventaglio. Esistono anche dei raccoglitori contenenti blocchetti in legno (campioni rettangolari) che possono essere staccati ed inviati ad un cliente con una prova, in modo da permettere al cliente di vedere come risulteranno i suoi colori una volta scelti.
Alcuni dei PANTONE Colors possono essere riprodotti mescolando inchiostri CMYK mentre altri devono essere inchiostri pre-mischiati. Pantone ha creato delle guide per i suoi colori saltuari (chiamati "Solid" o colori inchiostri pre-mischiati di Pantone) e delle guide che mostrano i processi di colore. I campioni presenti nelle guide di processo sono quindi colori che si possono ottenere mescolando gli inchiostri (o “facendo subire loro”) gli inchiostri CMYK. Inoltre, esiste una particolare guida che vi mostra il colore saltuario e come sarà stampato in CMYK con i valori CMYK. In questo modo, se i colori saltuari, che rappresentano un costo aggiuntivo al momento della stampa, non possono essere utilizzati, saranno mischiati durante il processo i colori più simili.
Stesso colore, aspetti diversi
Il tipo di carta utilizzata influenzerà l’apparenza dei colori. Su campioni o su singoli blocchetti in legno, Pantone vi mostra come appariranno i propri colori su carta verniciata, non verniciata e opaca. E’ per questo motivo che si indica il numero del colore (per esempio, PANTONE Rosso 032) seguito da un suffisso che, a sua volta, indica su quale tipo di supporto il PANTONE Color deve essere stampato. Se desiderate stampare un PANTONE Rosso 032 su carta brillante, sarà necessario indicare il colore in questo modo: PANTONE 032 C, dove C sta per "coated" (verniciato). Poi si può indicare “U”, che sta per "uncoated" (non verniciato) e “M”, che sta per "matte" (opaco). Ricapitolando:
C = coated U = uncoated M = matte
Queste sono le tre abbreviazioni più importanti della Libreria PANTONE. E’ possibile, comunque, che troviate l’abbreviazione CV seguita da C, U o M. CV significa Computer Video, cioè la rappresentazione elettronica dei PANTONE Color. Oggi obsoleto, ma ancora presente nelle versioni precedenti del software, CV significa semplicemente che il colore è simulato a video.
Esistono inoltre guide specifiche per tinte chiare, metallizzate e per colori pastello.
Avvertenza: Se utilizzate un colore con un determinato suffisso, non utilizzatelo nuovamente con un altro suffisso all’interno della stessa pubblicazione, a meno che non ci sia un motivo specifico, come ad esempio quando utilizzate un colore su una rivista stampata su carta patinata a 4 colori con un inserto stampato su carta da scrivere. In questo caso utilizzereste lo stesso colore sia sulla carta verniciata che su quella opaca. Se utilizzate due diversi suffissi nella stessa pubblicazione, il vostro software DTP visualizzerà il colore come due colori diversi e questo darà luogo alla produzione di un’ulteriore illustrazione e, quindi, ad una spesa extra. Pertanto, utilizzateli solo quando è strettamente necessario.
Guide ai colori numerici per le applicazioni DTP
Le più moderne applicazioni creative spedite con le relative Librerie PANTONE complete ed installate. Adobe Illustrator, ad esempio, comprende, tra gli altri, la gamma completa dei colori Verniciati, Non-verniciati, Opachi, Metallizzati, Fluorescenti e Pastello. Le ultimissime versioni di questi programmi software offrono Librerie PANTONE aggiornate ad eccezione della nuova libreria PANTONE® COLOR BRIDGE™ (precedentemente nota come perfetta per procedere). Questa libreria aggiornata può essere scaricata gratuitamente dal sito Pantone ed è compatibile con i programmi Adobe Illustrator, Adobe Photoshop, Adobe InDesign, QuarkXPress, Macromedia FreeHand, CorelDRAW e Corel Designer. Anche se non siete in possesso di questi programmi, si possono utilizzare le versioni generiche dei file EPS e TIFF per importare i campioni di PANTONE Color nella maggior numero di applicazioni. I file possono essere scaricati qui.
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